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Come conciliare il ping pong con il lavoro e la vita privata?

Come tutti gli sport, anche il Ping Pong richiede tempo, costanza, allenamenti. Tutte cose che sottraggono energie e tempo e che vanno incastrate nella vita di ciascuno, bilanciandole con la vita privata, la famiglia, i figli, e, naturalmente, con il lavoro o lo studio, e non bisogna necessariamente avere doti soprannaturali per riuscire a conciliare il tutto.

Naturalmente, un discorso a parte lo meritano gli atleti “professionisti”, spesso giovani, con ambizioni di classifica molto alte, che devono dedicare al Ping Pong (o a qualunque altro sport) molte ore di allenamento settimanale. In questo caso, la famiglia, l’allenatore, i compagni di squadra e la società di appartenenza giocano un ruolo fondamentale, e come in tante storie di sport, spesso i risultati sportivi (o anche solo l’esperienza vissuta) possono ripagare un giovane atleta per i sacrifici fatti. 

Senza contare che, sempre più spesso, in una società dove i giovani fanno sempre meno sport e sopravvalutano la dimensione social e virtuale dei rapporti interpersonali, dedicarsi ad uno sport può fare solo bene. Siamo in molti a credere che interagire davvero (e non solo online) con altre persone, condividendo valori tipici di qualunque sport come il rispetto, la collaborazione, la squadra, l’inclusione, il sostegno al compagno in difficoltà, e imparare a gestire la vittoria e la sconfitta, la competizione e la rivalità, a riconoscere il talento e l’impegno, ci renda delle persone migliori.

Ma anche i cosiddetti “amatori”, ovvero atleti non professionisti, spesso più avanti con gli anni, con ambizioni di classifica molto meno stringenti, a volte solo con l’esigenza di fare un po’ di sport per stare meglio, possono avere delle difficoltà a conciliare gli allenamenti e le ore dedicate al Ping Pong con il resto della loro vita. In questo caso, ovviamente, lo smart working o un lavoro che permetta una certa flessibilità aiutano tantissimo, sicuramente nella gestione del tempo.

Poi ci sono i supereroi come il nostro Capitano, che riescono a parlare al telefono mentre si allenano, ma sono casi unici!

I “diversamente giovani”, già vicini alla pensione, possono addirittura trovare nel Ping Pong uno sport da praticare a lungo, proprio per le sue caratteristiche (non è uno sport di contatto, si può fare ad ogni età e con diversi gradi di intensità fisica, ecc.). Non sono pochi, e tra i Maccheroni ne abbiamo qualcuno, quelli che si dedicano, in qualità di tecnici, ad insegnare i rudimenti del Ping Pong agli altri, avvicinandoli a questo bellissimo sport e, in fondo, “restituendo” al Ping Pong parte dei benefici ottenuti negli anni.

Per quanto riguarda la famiglia, naturalmente tutto dipende dal proprio partner di vita. Allenarsi in concomitanza di una sua attività ludica (coro, un altro sport, qualunque altra cosa che lo/la renda soddistatto/a) è una tattica perfetta, e quindi è importante scegliere una società che permetta una certa disponibilità e flessibilità negli orari di allenamento. Anche per questo, noi Maccheroni cerchiamo di dare a tutti gli atleti più opportunità di giorni e orari per giocare.

Spesso molti atleti portano all’allenamento i propri figli, condividendo con loro una passione comune e del tempo di valore da passare insieme, e non di rado i ragazzi diventano velocemente più bravi dei genitori.

Infine, ci sono i veri campioni nel conciliare il Ping Pong con la famiglia: quelli che riescono a coinvolgere il proprio partner negli allenamenti, condividendo quindi la stessa passione sportiva, come i Maccheroni Giovanna e Pino!